Negli Stati Uniti sono sfruttate e utilizzate da molto tempo, lo stile europeo le ha trasformante in qualcosa di più: le case in legno sono diventate moderne, concettuali, funzionali e soprattutto ecologiche. Uno degli ultimi progetti in questo campo, mirabile per la complessità e la completezza della struttura, è in corso d’opera ad Oderzo, in provincia di Treviso. E’ noto come gran parte dei combustibili fossili del pianeta vengano sfruttati per l’uso domestico, di conseguenza è di massima importanza rendere le abitazioni il più possibile efficienti dal punto di vista energetico; meno consumi più rendimento. Questo obiettivo viene facilmente conseguito dalle abitazioni in legno che, in quanto materiale dotato di scarsa conducibilità termica, abbatte i consumi sino ad un terzo di una comune abitazione. Aggiungendo poi speciali serramenti, impianti di ventilazione e sfruttando fonti di energia rinnovabili, è possibile arrivare ad un regime energetico autarchico. Azienda di spicco in questo settore pioneristico è la Biohouse, che unisce l’attenzione a 360 gradi verso l’impatto, la funzionalità al design. Il legno utilizzato è quello dell’acero rosso ed è assicurato il ciclo di ripiantumazione, i pannelli solari garantiscono acqua calda e aiutano a riscaldare, l’acqua potabile viene risparmiata grazie a complessi impianti di recupero delle acque reflue e meteoriche. E non è ancora tutto: l’ambiente interno è mitigato e purificato grazie alla ventilazione, i materiali fono assorbenti, di isolamento e gli impermeabili sono composti da materiali riciclati. Insomma una casa del genere è un’oasi nel grigiore del cemento; un miraggio, visti anche i costi elevati (quasi il doppio rispetto a quelli che si sosterrebbero per un’abitazione tradizionale), che però si ammortizzerebbero nel corso di sei-otto anni, risparmiando sulle bollette.





